La UE alla battaglia di Cipro

ciproLa UE ha invitato il governo di Cipro a recuperare 5,8 miliardi di imposte straordinarie per poter fruire del piano di salvataggio di 10 miliardi messo a punto dai tecnici della BCE. Il suggerimento della troika era di tassare i depositi superiori ai 100.000 euro giacenti sui conti correnti ciprioti. In questo modo, non solo si sarebbero colpiti i più ricchi, ma soprattutto i depositi intestati ai russi e di dubbia provenienza. Com’è noto, Cipro è sospettata di essere una centrale di riciclaggio del denaro sporco di proprietà della mafia russa, e insomma, se si vuole stare in Europa un minimo di decenza occorre praticarla. Il governo cipriota, per non inimicarsi del tutto i ricchi russi che hanno fatto del paese una delle basi principali dei loro depositi, hanno optato per una imposta su tutti i conti correnti, del 6,75% per quelli inferiori a 100.000 euro e del 9,9% per quelli sopra questa soglia. Insomma, hanno fatto lo sconto ai ricconi, ma hanno allarmato molto la popolazione che si è vista sfilare dalle tasche una parte dei quattro spiccioli che possiede.

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Idee per una manovra finanziaria equa

La situazione dei conti degli Stati europei è a un bivio. Il debito pubblico continua a salire, la ripresa non arriva né ci sono segnali di una inversione di tendenza, le manovre finanziarie sono tutte improntate al rigore dei conti pubblici, il che è giusto, ma trovano denaro soprattutto aumentando le tasse sul reddito, cosa che, in una situazione di stagnazione recessione come quella che sta passando l’Europa intera dalla crisi del 2007, ha effetti assolutamente deleteri sia sul piano economico che sul piano sociale.

Il cancelliere tedesco Merkel ed il Premier francese Sarkozy, hanno avvertito che il momento è straordinario e che sono necessari provvedimenti straordinari per porvi rimedio. Hanno, pertanto, proposto l’istituzione a livello europeo, con l’idea di estenderne poi l’applicazione a tutto il mondo, della Tobin tax, un’imposta sulle transazioni finanziarie che va colpire e regolamentare soprattutto la speculazione, riducendo drasticamente quel vortice di transazioni che hanno portato i volumi delle attività finanziarie nel mondo ad oltre 651.000 miliardi di dollari, diverse volte il PIL del mondo, e generando flussi di imposta decisamente rilevanti anche in presenza di una drastica riduzione dei volumi.

Il messaggio di Merkel e Sarkozy è chiaro: la finanza ha generato il problema e la finanza deve risolverlo con le sue risorse. Anche perché nella società non ce ne sono altre sufficienti per avviare una soluzione definitiva, ovvero una consistente riduzione del debito che non porti con sé una recessione che comporterebbe, al contrario, una ulteriore crescita del debito. E per giunta, le risorse del mondo finanziario sono notevoli.

Chi ha letto i miei scritti sa che propugno da tempo una tassazione sulle attività finanziarie, anche ben più estesa della Tobin Tax, ed un sistema finanziario che ci faccia uscire dalla spirale perversa del debito.

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